Contro “Sire Le Mot”: Achille Ricciardi “régisseur” e riformatore

Autori

  • Laura Piazza

DOI:

https://doi.org/10.53235/2036-5624/2

Parole chiave:

Teatro del colore, Achille Ricciardi, d'Annunzio, luministica, avanguardia

Abstract

Lo studio si sofferma sul Teatro del Colore di Achille Ricciardi, interpretato da un lato come un’impresa mancata solo sul piano pratico, dall’altro come una proposta estetica nata già vecchia e concepita da un «decadente ossessionato di simbolismo». Si cercherà di moderare quest’ultima linea con l’ausilio di materiale inedito, estratto dal carteggio con d’Annunzio (1911-1921). In esso Ricciardi afferma il principio dell’autonomia dello spettacolo e del régisseur, “mago” della scena, rispetto ai quali la parola svolge un ruolo ancillare. Vi è manifestata, poi, la preoccupazione per il ritardo ormai irrimediabile con cui i suoi esperimenti si affacciavano sulla scena. Una condizione di cui lo sperimentatore, a dispetto dell’opinione comune, fu affatto consapevole. Il carteggio permette, inoltre, di stabilire con più precisione alcune questioni cronologiche e compositive del saggio sul colore, confermando la sua natura ricca di slanci innovatori, ma in alcune parti oscura e contraddittoria.

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Pubblicato

2021-01-02

Come citare

Piazza, L. (2021). Contro “Sire Le Mot”: Achille Ricciardi “régisseur” e riformatore. Il Castello Di Elsinore, 24(83), 57–68. https://doi.org/10.53235/2036-5624/2

Fascicolo

Sezione

Saggi