Čechov, “Zio Vanja”, la sofferenza delle donne

Autori

  • Roberto Alonge Università degli Studi di Torino https://orcid.org/0000-0003-3132-1897

DOI:

https://doi.org/10.53235/2036-5624/30

Parole chiave:

Female protagonism, unsatisfied female sexuality, female emancipation, Nature as a metaphor for sexual liberation

Abstract

Il saggio di Roberto Alonge sposta il fuoco dell’attenzione dalla coppia di personaggi perdenti (zio Vanja e sua nipote), su cui la critica solitamente ha molto insistito, per fissarla sul personaggio della ventisettenne Elena, l’infelice consorte di un professore universitario in pensione, troppo vecchio e pertanto sessualmente impotente. La “vibrante sessualità inappagata” di Elena (per dirla con le parole di Ripellino) spinge la donna, sin dal primo atto, a un acceso gioco di seduzione del dottor Astrov, eroe per così dire pre-ecologico, difensore dei diritti della Natura, in nome dei quali sollecita la piena liberazione sessuale della protagonista, che, per parte sua, sembra desiderare il dottore più di quanto lui desideri lei. La rottura del vincolo coniugale non è consumata entro i limiti temporali della commedia, ma solo per mere ragioni accidentali, risultando di fatto semplicemente rinviata, spostata al futuro prossimo, sebbene la tradizione critica non se ne sia accorta, compreso il pur acuto Ripellino.

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Pubblicato

2022-05-27

Come citare

Alonge, R. (2022). Čechov, “Zio Vanja”, la sofferenza delle donne. Il Castello Di Elsinore, 25(86), 29–55. https://doi.org/10.53235/2036-5624/30

Fascicolo

Sezione

Saggi