Il “Prometeo” di Viganò: «La gran risorsa di tutti i capocomici»

Autori

  • Stefania Onesti Università degli Studi di Padova https://orcid.org/0000-0003-2473-6170

DOI:

https://doi.org/10.53235/2036-5624/24

Parole chiave:

Salvatore Viganò, Prometeo, teatro italiano, coreodramma

Abstract

Il saggio indaga le relazioni fra teatro e danza nel primo Ottocento attraverso l’analisi delle diverse messe in scene del Prometeo a partire dalla versione danzata allestita e coreografata da Salvatore Viganò alla Scala di Milano nella primavera del 1813. All’indomani del successo del ballo, vengono prodotte trasposizioni in versi e pantomima del medesimo soggetto. Tali versioni, dichiaratamente ispirate al lavoro viganoviano, rimangono sulle scene decisamente più a lungo di quelle esclusivamente danzate, girando tra le compagnie italiane e divenendo una fonte di sicuro successo, e guadagno, per i capocomici.

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Pubblicato

2022-01-21

Come citare

Onesti, S. (2022). Il “Prometeo” di Viganò: «La gran risorsa di tutti i capocomici». Il Castello Di Elsinore, 25(85), 35–63. https://doi.org/10.53235/2036-5624/24

Fascicolo

Sezione

Saggi