«Come una promessa d’uragano». Identità, desiderio e politica nelle “Mosche” di Jean-Paul Sartre
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2036-5624/25709Abstract
Negli anni neri dell’Occupazione nazista di Parigi, Jean-Paul Sartre scrive Le Mosche, rielaborando la saga degli Atridi per farne il luogo di una riflessione radicale sul rapporto tra libertà e identità. Il presente saggio ricostruisce il contesto storico-politico della scrittura e della messa in scena dell’opera, per poi soffermarsi sulla sua ricezione critica e sulle dichiarazioni, implicite ed esplicite, dell’autore. Su questa base, si propone un’interpretazione filosofica della pièce: al centro emerge la figura di Oreste come soggetto en quête, mosso da un desiderio di identità e appartenenza che si intreccia con pulsioni perturbanti e la cui traiettoria conduce a una solitudine radicale, essenza tragica e rischiosa al cuore di ogni vera libertà.
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